La Rivista

La Voce della Rosa è una rivista che nasce dall’ esigenza di avere un luogo, sebbene non fisico, dove sia possibile l’interscambio ed il confronto tra opinioni, critiche,proposte  anche molto diverse tra loro, che in comune però hanno un’idea di riformismo che è quella che in tutta Europa ha un solo nome: socialismo.
Si badi bene che questa non è una rivista di partito, ma vicina a tutti quei partiti, movimenti, associazioni o a tutto ciò che si riconosca in quello straordinario contenitore di idee che è il Partito del Socialismo Europeo, in cui da visioni diverse come quelle di Blair e Zapatero vengono fuori interessanti spunti alla lettura moderna del socialismo e dei suoi schemi; per questo vi troverete pareri a volte anche diversi tra chi vi scrive,tra i redattori o collaboratori stessi, proprio perché è un contenitore in cui si cerca il dibattito, anche acceso, purché serio, civile, composto.

La Voce della Rosa è la rivista dell’ associazione “Rosa Europea”, nata allo scopo di dare un corpo ed una forma a tutto ciò che da questa esperienza verrà fuori, cercando di portare all’attenzione di tutti coloro che si ritrovano nell’internazionale socialista; soprattutto essa cercherà attraverso i contenuti proposti e quelli che proporranno tutti coloro che collaboreranno al progetto, di costruire ed elaborare idee, proposte, contenuti che siano di aiuto alla sinistra che nelle parole si dice riformista ma che nei fatti stenta a proporre modelli e politiche chiare, adatti a tenere il passo alla globalizzazione,al cambi delle dinamiche del lavoro, al liberismo senza regole, alla disgregazione di modelli sociali, all’esplosione di conflitti internazionali e sociali .

E’ infatti da tempo che in Italia l’antipolitica dominante ha beneficiato dell’assenza di una revisione culturale ed ideale del riformismo,delle conquiste e degli ideali che la sinistra italiana, con la fisionomia dei  grandi partiti socialista e comunista, ha portato in sé nel nuovo millennio.
La distruzione dei partiti di massa non ha prodotto altro che la costruzione di partiti-azienda,  abbassamento della qualità della politica e “privatizzazione” della stessa; il dibattito politico è fatto di spot pubblicitari a suoni di slogan adattati al momento e quasi mai ai contenuti.
Il distacco di molti, sopratutti dei giovani, dalla vita politica è sempre più netto e profondo, con conseguente difficoltà a far nascere una nuova classe dirigente, portatrice di novità in progetti, ideali, proposte e contenuti, che possa prendere il posto della generazione sessantottina e post sessantottina che,insomma, sia il futuro del paese.

In questo contesto nasce l’idea di creare una rivista capace di produrre contenuti, di offrire spunti, di dare uno spazio dove tutti, nei limiti di civiltà e decenza, possono offrire un contributo che aiuti la definizione di nuove visioni oppure che attualizzi le tradizioni della sinistra italiana, purché ogni dibattito sia costruttivo, eviti l’isteria con cui spesso si discute, tocchi aspetti particolari delle questioni: l’obiettivo e quello di scomporre ogni problema in tutte le sfaccettature di cui si intuisce la necessità e offrire proposte e soluzioni figlie di un dibattito quanto più possibile partecipato.

Su questa rivista non intendiamo scavalcare nessuno, né appropriarci di mestieri altrui, solo offrire contributi, spazi di discussione; altresì non intendiamo essere valvola di sfogo per contestatori di professione, né stretta elite per il leader di turno, cercando sempre di rapportarci con tutti in modo serio e con rispetto, che altrettanto pretendiamo.

Siamo aperti alle collaborazioni di chiunque stia in questo spirito, di tutti quelli che hanno capito che la politica o la fai o la subisci, di chi crede che il pensiero socialista sia attuale e non superato, che tra la visione economicista e della sinistra oltranzista ci sia uno spazio enorme che va riempito, ovvero la visione del riformismo socialista.

Insomma,vorremmo dare un modesto contributo per una sinistra democratica, europea, socialista, che sia contenitore di idee anche diverse, sia portatrici di valori che non siano solo quelli dettati dall’economia o dalle religioni, consci che nulla migliora se non ci si rimbocca le maniche.