Un bel romanzo bucolico e luminoso sulla possibilità di un mondo migliore
- Marianna Panico - 10/07/2007
C’è un bel libro di Sonia Savioli, che si
intitola Campovento. E’ la sua opera prima, uno straordinario
racconto di vita. Sembra una favola per bambini, in realtà parlando
di bambini vuole arrivare al cuore di adulti disaffezionati e senza più sogni.
Campovento è una masseria, una cooperativa sociale, una comunità di
ragazzi che conoscendosi fin dall’infanzia realizzano un desiderio
di vita serena in comune. Un luogo che nasce dall’amore per la terra
e per se stessi. Non c’è nulla di ambientalista o di pedagogico
in questa lettura, solo tanta passione e speranza. Tutto comincia con Rita,
motore e cuore di tutto il libro che così si svolge come un’ “autobiografia”.
Una bimba prima e poi giovane donna coraggiosa, irriverente quanto basta
per non avere paura di niente, una “scazzamurreddru”. Figlia
del casellante di un passaggio al livello di un paesino del Sud antico, con
una mamma che è più bella della Madonna ed un papà che
non arrossisce a parlare di menarca. Costruisce da sola una fattoria di uomini
e di animali, una terra che sembra pacifica, ma che deve difendersi dal “mondo
esterno” fatto di autostrade e case grigie senza soglie colorate di
gerani e begonie.
Alla fine non sappiamo se la battaglia sarà vinta, di certo è colorata
di un rosso comunista che non sa di politica, ma di eroismo.
Si legge veloce questo libro, perché la scrittura è piena, gioiosa,
scorre come una parabola fluente e sapiente, infila gli anni come perline
in una collana e i bambini crescono e rimangono puri, onesti, si immagina un
paese felice e vero, ti fa sperare in una nuova patria, almeno mentale.
Sonia Savioli è nata nel 1951 ed è milanese, dove vi ha
vissuto fino al 1988. Sposata, ha un figlio. Ha fatto tanti mestieri tra cui
la fotografa per la Cgil locale. Oggi vive in campagna, in Toscana, a Radda in
Chianti, curando un uliveto e cinque belle cavalline che chiama “le
mie bambine”.
CAMPOVENTO
Collana “Il Rosone”
Editrice Santi Quaranta