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Sabato romano
L’occasione di una passeggiata romana per riscoprire strade famosissime e luoghi sconosciuti.
- Marianna Panico

Metti un sabato, giorno della settimana tenuto libero da impegni familiari e lavorativi. Metti Roma, città eterna e bellissima. Metti un anniversario inusuale, insieme ad una mostra di pittura di un tedesco dell’800 innamorato dell’Italia e costruisci una passeggiata indimenticabile.
Sabato 24 febbraio cadeva l’anniversario della morte del poeta Inglese John Keats, passato alla storia per una vita breve ed una poesia intensa e classicheggiante, che riprende nei suoi versi lo splendore della Grecia Antica. Straordinaria la sua strofa di chiusura della poesia “Ode ad un’urna greca”: “Bellezza è verità , verità bellezza – questo solo sulla terra sapete, ed è quanto basta”.
E così, la sottoscritta, affascinata da questa serie di strane coincidenze e accompagnata da un entusiasta e paziente compagno di viaggio, intraprende quella che è una piccola avventura culturale romana per Vie note ma Luoghi sconosciuti, ribattezzata subito “sabato romano”.
Cominciamo dal Cimitero Acattolico, nei pressi della Piramide di Caio Cestio, dove oltre a John Keats, sepolto sotto un semplice epitaffio “qui giace uno il cui nome fu scritto sull’acqua”, sono sepolti Shelley e udite udite: Antonio Gramsci, che doverosamente ha ricevuto i miei saluti e omaggi. Ci soffermiamo un po’ in questo cimitero che sembra più un museo all’aria aperta, un giardino pieno di storia e di sculture. Poi proseguiamo alla volta di Piazza del Popolo e Via del Corso diretti alla Casa di Goethe dove troviamo la mostra di Franz Ludwing Catel (1778-1856), un pittore tedesco capace di dipingere il silenzio. Abbiamo ammirato i sui paesaggi romani e campani e ci siamo divertiti a scoprire la Riviera di Chiaia, il Castel dell’Ovo visti da Mergellina, il Vesuvio in eruzione, Castel Sant’Elmo, la veduta dei Campi Flegrei, Capo Misero e le spiagge di Amalfi, i monaci di Capri e la serenata degli innamorati sul golfo di Pozzuoli. Splendidi anche i ritratti, uno in particolare quello di Vittoria Caldoni (1827) se lo guardavi a  lungo avevi la sensazione che la signora abbassasse gli occhi e arrossisse. Fantastici anche gli studi pittorici, il rosso vivo dell’abito del Cardinale sembrava seta viva. Quadri dove trovi la luce anche di notte, quella della luna che si specchia nel mare nostrum.
Già stanchi, ma non troppo proseguiamo per Piazza di Spagna alla volta della casa dove ha soggiornato ed è morto di tisi nel 1821 il povero John Keats, all’età di soli 26 anni. Meta di inglesi e solo da poco tempo scoperta dagli italiani, con guida alla mano abbiamo girato tutta la casa traducendo le scritte dei documenti ed oggetti esposti. Stanchi, adesso veramente, ci prendiamo una pausa sulla scalinata della Trinità dei Monti, buona anche per lodare l’efficienza delle squadre di pulizia del comune di Roma e ad ammirare la colorata folla che fluisce in moto che sembra perpetuo. Riposati, ma non rifocillati ci fermiamo all’Antico Caffè Greco al n. 86 di via Condotti, che ha visto ritrovarsi Liszt, Stendhal, Wagner, Schopenauer, Twain, Gogol’, Trilussa e D’Annunzio, solo per citarne alcuni. Un caffè che è una scoperta! Tutto da fotografare, pieno di opere d’arte e segni lasciati dagli artisti passati che hanno così fermato il tempo. Con la cena già prenotata dal fantastico siciliano Carmelo di Via Magnanapoli vicino Piazza Venezia, ci avviamo a fare le foto a Piazza San Pietro e ai romantici ponti illuminati sul Tevere. Dopo cena sono già le ventuno, ma c’è ancora un po’ di tempo per la doverosa monetina a Fontana di Trevi. La giornata è stata bellissima, ci sta bene il desiderio di ritornare. Ormai è sera ed è il caso di riprendere la nostra carrozza e rientrare a Napoli. Ma accidenti il metrò è chiuso, caro Walter non c’è l’aspettavamo. La capitale d’Italia, un tempo capitale del mondo, con la metropolitana che chiude di sabato alle 22.00! Pazienza c’è il servizio sostitutivo di bus a Piazza Barberini e via verso casa. Stanchissimi ma soddisfatti.
Il prossimo sabato, in questo strano inverno che è una primavera prematura, avrà come meta Napoli. L’obiettivo è sempre lo stesso: passeggiare per vie note alla scoperta di luoghi sconosciuti.