La prima crisi di governo 2007 duramente insegna l’impossibilità italiana di un vero riformismo per e dei cittadini.
- Marianna Panico
Uffà, altro che perdersi un quotidiano, in Italia basta rilassarsi un pò guardando i dati del PIL che salgono dalla stagnazione del prossimo allo 0 % del 2005 al 1,9% del 2006, ascoltare il ministro dell’Economia che ti prospetta un periodo di accelerazione economica e un riduzione delle tasse nel giro di 24 mesi che ti cade il Governo sulla politica estera del bravissimo D’Alema. Uffà, che avvilimento, tallonare le Anse per tre giorni, cercare di capire se è un de profundis conclamato o se c’è qualcosa da salvare. Conti su conti. 158 + 1 Follini ? +1 Rossi ? + o – Pallaro ? Scalfaro che fa? De Gregorio sarà impedito da una colica? Turigliatto, duro e puro conferma il non voto? Gli astenuti quanti saranno? Conti su conti fino a cercare un ponte con l’altra sponda ventilando una grosse coalition. Scusate, ma qualcuno mi dice che succede? Io ho votato il centro sinistra perché volevo una politica diversa. Adesso per governare ci servirebbero i numeri del centro destra. Ehi, secondo me qualcosa non funziona! Peggio che cercare il terno al lotto alleandosi con il diavolo. Una vergogna! Senza però nessuno che si vergogni. Uffà, il governo ha tenuto, per 2 voti secchi secchi sopra il quorum. Decisivi Follini + Pallaro. Ma grazie anche a Turigliatto che decide di non fare il capro espiatorio, ma dal PRC lo hanno espulso lo stesso. Grazie anche alla colica di De Gregorio e all’influenza di Scalfaro che hanno deciso di rimandare i loro sintomi nefasti sulla salute di sopraccitati al prossimo nodo politico. Grazie anche al nostro Nobel Rita Levi Montalcini che sbarcata fresca fresca da Dubai ha votato la fiducia e al nazional popolare Ciampi, che mai e poi mai avrebbe affondato la sua Italia. Su Cossiga, per quanto mi riguarda no comment.
Quanto durerà? Boh! A me sembra un moribondo rianimato. Il mio rammarico è che la posta in gioco per questo risicato risultato sono stati proprio i DICO, stralciati brutalmente dal dodecalogo di Prodi. E adesso che dico sui DICO?
Chiudevo la riflessione precedente ed antecedente a questa bella crisi di governo dicendomi confortata dal fatto che sui diritti civili e l’attenzione alla dignità delle minoranze sociali in Italia procediamo piano piano, ma almeno procediamo. Smentita nella maniera più plateale possibile! Siamo fermi al palo!
Allora me la prendo direttamente con Mastella e Andreotti che hanno dichiarato che vigileranno sui DICO. Ma dico io onorevoli signori che vi importa? Stiamo parlando di cittadini italiani che, a prescindere dalle scelte personali in merito ai rapporti sentimentali e di coppia, pagano le tasse come tutti. Il DDL sulle unioni civili andava a disciplinare soprattutto faccende patrimoniali ed assistenziali di coppie non sposate. Un dovere del Governo mettere ordine finalmente anche in questo. Stiamo parlando di diritti e doveri in formato briciola italiana rispetto a quelli che i cittadini europei già godono in forma piena. Invece ipocritamente lasciamo tutto questo nel buio del disprezzo per quelli che si ritengono “diversi” dalla “normalità”. Per me questo è inaccettabile, senza appello e senza alibi. Per me un Paese civile e progredito è soprattutto un Paese con una politica responsabile e in grado di avere cura di tutti, DICO di tutti i suoi cittadini. E’ un Paese che non ha paura di cambiare e di evolvere le sue posizioni sociali e culturali. E’ un Paese che coraggiosamente attua un “riformismo per e dei i cittadini”. Oggi, l’Italia che Paese è?