Innovazione e globalizzazione - Ciro Mayol
Ormai è un dato di fatto in tutti gli ambienti politici e sindacali, la constatazione che non è più possibile acquisire una professionalità valida per tutto l’arco della vita. Ciò comporta lo sviluppo di capacità per inserirsi in un processo di apprendimento continuo, spesso realizzato in funzione di auto-apprendimento, rivolto a sviluppare capacità cognitive superiori ed abilità sociali.
I processi di globalizzazione incidono non solo sulla produzione, sull’occupazione, ma anche sulla comunicazione del sapere e sull’acquisizione delle conoscenze. Cambia il rapporto con il tempo e lo spazio e il corpo si libera della limitazione della compresenza nello spazio e nel tempo, fino a pochi anni fa ritenuta assolutamente necessaria. Con internet tutti possiamo usufruire di informazioni in maniera libera, tutti possiamo comunicare informazioni senza limiti di distanza.
Mai come ora il concetto di maieutica socratica: “imparare ad imparare” ci sembra più che attuale.
Assistiamo sempre di più alla nascita di università telematiche e quindi occorre prendere atto ormai che non sono più le aule scolastiche o universitarie gli unici luoghi dove si può usufruire dell’insegnamento, ma chiunque in qualunque posto se ha le attrezzature tecnologiche adeguate può costruirsi uno spazio per attuare il suo processo di formazione e di auto-apprendimento. Le distanze fisiche ormai vengono annullate, si avvicinano realmente persone e culture, si apre la strada ad un sistema globale di comunicazione che cambia il nostro modo di vivere, il nostro modo di apprendere; cambiano il ruolo del docente da depositario assoluto del sapere, unico trasmettitore di conoscenze e solitario attore del processo educativo, e quello dello studente, non più considerato come il prodotto del lavoro dell’insegnante, ma in grado di costruirsi autonomamente le sue conoscenze e le sue competenze. In questo scenario è necessario domandarsi come le università italiane tradizionali stanno affrontando questa nuova richiesta di conoscenza, come esse affrontano la condivisione dei propri esperti e di come esse intendono allearsi tra loro per fornire i nuovi strumenti del sapere rendendoli disponibili alle nuove tecnologie telematiche e quindi a un enorme numero di fruitori. La tecnologia lancia quindi alle persone una nuova sfida offrendo loro nuove opportunità e l’importanza della teoria socio-cognitiva nell’era elettronica, assume un’importanza notevole in quanto gli individui operano delle scelte, motivano e regolano il proprio comportamento sulla base di un sistema di credenze e tra i meccanismi di auto-regolazione nessuno è più centrale della fiducia nell’efficacia a livello personale. Le persone devono essere convinte di essere in grado di ottenere i risultati desiderati e prevenire quelli indesiderati tramite le proprie azioni, credere nella capacità di produrre dei cambiamenti attraverso le proprie azioni personali.
La conoscenza è sempre di più una risorsa strategica, è necessario quindi sviluppare politiche pubbliche di intervento affinché si forniscano gli strumenti legislativi e risorse adeguate a dare risposta al fatto che l’uomo di oggi ha la necessità di apprendere molto più che nel passato.