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Al Sud politica debole
Luca Cordero Montezemolo a Napoli: “al Sud manca la capacità di pendere decisioni”
- Marianna Panico - 10/07/2007

Il Presidente di Confindustria, a Napoli per i dieci anni del Corriere del Mezzogiorno, fa un confronto tra la città oggi e quella del 1997: “Nel 1997 eravamo in un momento di grandi speranze per Napoli e per il Mezzogiorno. Ma oggi il Pil pro capite  nel Sud è più o meno lo stesso del ’95. Invece di andare avanti si è rimasti fermi e in un mondo cha va così veloce restare fermi significa andare indietro.” Il leader degli industriali indica nella politica debole le cause dell’immobilismo del Mezzogiorno. Una politica troppo distante dai problemi del Paese, una politica troppo autoreferenziale. Aggiunge anche che ormai il malcontento dei napoletani è molto più diffuso di quanto appaia. “Stanno venendo al pettine -dice- quindici anni di non decisioni. La democrazia non è solo partecipazione ma anche decidere. Di Sud, invece, si parla solo in campagna elettorale. Se ne parla ma non si decide. Eppure non sono mancate risorse e neppure personalità straordinarie” Addirittura, si fa portavoce della richiesta di un impegno comune al centrodestra e al centrosinistra per il Sud e punta il dito sugli sprechi della politica. “Troppe Province, troppi consigli circoscrizionali, troppi partiti, troppi enti diventati discariche per politici trombati. Bisogna avere il coraggio di tagliare spese inutili per incrementare gli investimenti e provare a pagare meno tasse. E noi come imprenditori, ricordo, paghiamo tasse anche per ripianare i debiti delle Regioni nella sanità”, accusa con veemenza, e aggiunge “Solo in Campania ci sono 37 società regionali. Ma così non si sviluppano nuove aziende nel sud. Si sviluppano solo quelle a  capitale pubblico”. Auspica la riforma della pubblica amministrazione che  “continua ad essere inefficiente e costa più dei servizi che eroga,”, chiede “più meritocrazia  e meno caste”.
Accuse ampie, circostanziate, fatti sotto gli occhi di tutti noi e quindi molto facile affondare il coltello, candidandosi ad essere il Masaniello di turno. Ma nello stesso tempo non voglio dargli torto, viviamo da tempo il disagio di sistema inefficiente,  queste osservazioni le diciamo da anni, e sono da sempre inascoltate. Chissà se il polverone alzato da Montezemolo risulti più forte della puzza di rifiuti che da quindici anni appesta la Campania.